Bioshopper, MinAmbiente definisce specifiche

Il Ministero dell’ambiente ha definito le specifiche tecniche dei bioshopper. Possono circolare solo quelli monouso biodegradabili e compostabili (norma Uni 13432:2002), i riutilizzabili con determinati spessori minimi e i riutilizzabili in carta, tessuti di fibre naturali, fibre di poliammide e materiali diversi dai polimeri.

Lo schema di decreto, emanato ai sensi del Dl 2/2012, convertito in legge 28/2012, ha ricevuto il via libera dalla Commissione ambiente del Senato il 5 febbraio 2013. Come già previsto dalla legge, oltre ai sacchetti monouso biodegradabili e compostabili (norma Uni 13432:2002) possono circolare i sacchetti riutilizzabili composti da polimeri diversi dai precedenti di maniglia esterna superiore 200 micron e composti almeno per il 30% di plastica riciclata (uso alimentare) o di spessore di 100 micron composti almeno per il 10% di plastica riciclata (uso non alimentare). Se la maniglia dei riutilizzabili è interna cambiano gli spessori minimi, rispettivamente 100 micron (uso alimentare) e 60 micron (uso non alimentare), ferme restando le percentuali di utilizzo di plastica riciclata.

Ammessi anche sacchi riutilizzabili in carta, tessuti di fibre naturali, fibre di poliammide e materiali diversi dai polimeri. Sono infine disciplinate le informazioni per i consumatori da stampare sui sacchetti. Il decreto entrerà in vigore dopo la comunicazione all’Unione europea ex direttiva 98/34/Ce e da quel momento, dopo 60 giorni, come previsto dal Dl 179/2012, convertito dalla legge 221/2012 partiranno le sanzioni amministrative pecuniarie: da 2.500 euro a 25.000 euro.

di Francesco Petrucci

news da reteambiente.it

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